L'antifascismo e l'Europa
L'antifascismo e l'Europa: il manifesto di
Ventotene
L'Unità Europea: un cammino di idee
R. W. Mackay, Federal Europe, London, 1940.
"Uno Stato europeo stabilito sulla base del governo
rappresentativo, che garantisca la libertà politica e il suffragio universale, fornirebbe
il meccanismo in grado di portare a quella libertà politica ed economia desiderata da
tutti i popoli d'Europa. Vi prenderebbero inoltre, parte paesi in numero sufficiente da
assicurare stabilità per la democrazia, in modo tale che, nel caso in cui in una parte
della Federazione si manifestassero tendenze a sopraffare le sue basi democratiche, la
stabilità degli altri
membri sarebbe sufficiente per resistere all'attacco".
Altiero Spinelli, Il manifesto di Ventotene 1941.
"Il problema che in primo luogo va risolto e fallendo il quale
qualsiasi altro progresso non è che apparenza, è la definitiva abolizione della
divisione dell'Europa in Stati nazionali sovrani. Il crollo della maggior parte degli
Stati nel continente sotto il rullo compressore tedesco ha già accomunato la sorte dei
popoli europei, che o tutti insieme soggiaceranno al dominio hitleriano, o tutti insieme
entreranno con la caduta di questo, in una crisi
rivoluzionaria in cui non si troveranno irrigiditi e distinti in solide strutture
statali".
Thomas Mann, Messaggio pronunciato alla radio di New York il 29 gennaio 1943
"Per me e per coloro che condividono le mie opinioni, l'idea
dell'unità europea fu sempre cara e preziosa; essa rappresentava qualcosa di naturale per
il nostro pensiero e per la nostra volontà. (...) La vera Europa sarà creata da voi con
l'aiuto delle potenze libere. Sarà una federazione di liberi Stati con eguali diritti,
capaci di far fiorire la loro indipendenza spirituale e la loro cultura tradizionale
sottomessi contemporaneamente alla comune legge della ragione e della moralità".
Jacques Delors, in Dal mercato unico all'Unione Europea, documentazione europea,
Lussemburgo, 1992.
"Non sarà possibile conseguire una integrazione economica e
monetaria senza procedere al tempo stesso ad un'integrazione democratica e politica...Come
si può concepire la creazione di una forte banca centrale indipendente che controlli una
moneta usata da 340 milioni di cittadini, senza paralleli sviluppi politici e democratici
e una identità politica europea?"
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