Corriere della Sera, 5 aprile 2001

Strage delle Foibe. L’analisi bilaterale

di Giorgio Conetti

I membri della Commissione storico culturale italo-slovena, di cui ho avuto l’onore di essere copresidente per parte italiana, hanno sin qui mantenuto un doveroso riserbo sul risultato dei loro lavori, in ottemperanza al mandato loro conferito di trasmettere in via riservata ai due governi la relazione finale. Presentemente ritengo opportuna l’iniziativa del Corriere di dare pubblicità alla relazione finale, meglio se, col tempo, nella sua integralità. Ciò per evitare fughe di notizie parziali e incomplete, con il rischio di deformare il significato complessivo dello studio.
Non ho osservazioni sulle notizie fornite con correttezza e obiettività da Francesco Alberti (Corriere , 4 aprile), mentre il commento dell’articolo di fondo del 31 marzo a firma di Giovanni Belardelli, pur equilibrato, richiede qualche precisazione poiché, come in questo stesso articolo si riconosce, vi sono state avanzate alcune supposizioni in mancanza di adeguate informazioni.
Non sono completamente edotto sulle ragioni che hanno portato i governi italiano e sloveno alla costituzione della Commissione mista. Lo scambio di note a ciò inteso li individua nella necessità di contribuire a chiarire gli eventi che hanno causato difficoltà nel passato nelle relazioni tra i due popoli.
L’esperienza da me fatta nel corso dei lavori della Commissione mi ha confermato come nella memoria storica di italiani e sloveni sono ancora aperte ferite, causate da una visione diversa di fatti e vicende, senza conoscenza reciproca delle rispettive ragioni.   Il compito della Commissione non era quello di scrivere o riscrivere la storia, il che si fa con diverso metodo, ma di giungere a una valutazione comune degli eventi. A questo risultato si è pervenuti dopo un lavoro lungo, se non estenuante certo a momenti faticoso, ma operando sempre in grande armonia e senza mai dover ricorrere a votazioni.  
La relazione finale è stata adottata all’unanimità e trasmessa in forma riservata, come da mandato ricevuto dalla Commissione in base allo scambio di note istitutivo, ai due governi, cui spetta di determinare quanto all’ulteriore impiego del documento.
Sarò lieto se queste mie informazioni, a chiarimento di alcuni dubbi sollevati nell’articolo di fondo, potranno essere tempestivamente pubblicate.
Prof. Giorgio Conetti
Copresidente della Commissione
storico-culturale italo-slovena

   

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