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Giornata della Memoria
27 gennaio 2009

La "Giornata della
Memoria" è stata istituita dal Parlamento Italiano nel 2000 per ricordare le vittime
delle persecuzioni fasciste e naziste degli ebrei, degli oppositori politici, di gruppi
etnici e religiosi dichiarati da Hitler indegni
di vivere La data prescelta è quella dell' anniversario della liberazione del campo di
sterminio nazista di Auschwitz (vicino a
Cracovia in Polonia) avvenuta ad opera delle avanguardie della Prima Armata dell' Armata
Rossa (comandata dal maresciallo Koniev) il 27 gennaio 1945.
Gli ebrei deportati dall' Italia e dal Dodecaneso furono 8.566, di
cui 5.557 morirono di stenti o nelle camere a gas.
Nella "Giornata della memoria" si ricordano anche quanti
lasciarono la vita ad opera del fascismo e del nazismo durante gli anni che precedettero
la Seconda Guerra Mondiale e, durante questo conflitto scatenato in Europa dalla Germania,
e in Asia dal Giappone, cui si affiancò, in
Europa e in Africa, l' Italia di Mussolini.
Mai nella storia dell' umanità vi era stata una catastrofe di tale portata provocata da esseri
umani. Nelle guerre d' invasione e coloniali, nella Guerra di Spagna e nella prima fase
della Seconda Guerra Mondiale i militari italiani sacrificati dal fascismo furono circa da 400 a 500 mila tra morti accertati e dispersi.
Nella seconda fase, dopo l' 8 settembre 1943, con l'invasione del nostro territorio da
parte della Germania, cui si unirono i
collaborazionisti della Repubblica di Salò, la Resistenza ebbe 53,500 partigiani e
patrioti uccisi, più di 40mila militari
morirono nei lager nazisti, 87 mila nel corso della campagna d' Italia del Corpo Italiano
di Liberazione inquadrato nelle forze armate degli Alleati,
52.127 civili morirono a causa delle stragi nazifasciste o sotto i
bombardamenti.
Complessivamente le vittime della Seconda Guerra Guerra Mondiale sono
32 milioni, di cui 20 milioni civili i più
vecchi, donne, bambini. A loro bisogna aggiungere le vittime
dei campi di sterminio nazisti e giapponesi : 26 milioni, di cui 6 milioni di ebrei. Nei
lager nazisti furono soppressi anche detenuti politici, militari catturati durante
la campagne di Polonia, Russia, nei Balcani, zingari, testimoni di Geova, omossessuali,
appartenenti a etnie slave.
Gli ebrei romani deportati sono 1023, di cui 16 sopravvissuti, una
sola tra le donne. Non pochi romani non di religione ebraica morirono nei campi di lavoro
forzato. E' ancora in corso la ricerca da
parte dell' ANED e dell' ANPI. Nel ricostruire la storia
della deportazione, l'ANED e l'ANPI hanno
trovato ad esempio documenti relativi alla partenza da
Roma il 5 gennaio 1944 di un convoglio diretto a Dachau, in Germania, e poi dopo cinque
giorni di sosta dirottato a Mauthausen, in Austria, con
480 uomini, di cui 11 ebrei, gli altri
schedati come politici antifascisti, anche di vecchia data, cui nomi, come quelli degli
ebrei rastrellati nel Ghetto e in altre zone della capitale il 16 ottobre 1943, figuravano
nelle liste consegnate ai nazisti dai collaborazionisti fascisti.
La ricerca dell' ANED e dell'ANPI,
relativa ad altre deportazioni di
italiani non ebrei - ancora incompiuta
nonostante siano trascorsi più di sessant'anni- è dunque, prima di giungere ad un
risultato esaustivo, ancora in parte da svolgere, resa difficile dalle difficoltà di
reperire documenti e testimonianze, disperse o
occultate, come accadde con le stragi di cittadini innocenti, commesse dai nazifascisti,
certamente, anche queste, più numerose di quante ne annoveri la storia.
- Aned Sito dell'associazione dei deportati
- CDEC Sito del Cdec, centro di documentazione ebraica contemporanea
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